Discussione:
Tutte le soluzioni (oltre all'elettrico) per una mobilità green
(troppo vecchio per rispondere)
Drizzt do'Urden
2021-08-17 11:16:35 UTC
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<https://www.quattroruote.it/news/tecnologia/2021/08/10/carburanti_alternativi_il_punto_su_biocombustibili_carburanti_sintetici_idrogeno_e_futuro_motore_termico.html?Idtrack=8943B05ACD84D39B878257DE846BFDB9&wtk14>
--
Saluti da Drizzt, quello vero!


www.agidone.altervista.org
MAI PIU' UN CESSO DI OPEL IN VITA MIA!!!!
http://www.tappezzeriagraziella.com/
Roberto Deboni DMIsr
2021-08-17 12:28:23 UTC
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Post by Drizzt do'Urden
<https://www.quattroruote.it/news/tecnologia/2021/08/10/carburanti_alternativi_il_punto_su_biocombustibili_carburanti_sintetici_idrogeno_e_futuro_motore_termico.html?Idtrack=8943B05ACD84D39B878257DE846BFDB9&wtk14>
"Tecnologie diverse per differenti applicazioni. Secondo diversi
osservatori, e Quattroruote condivide tale posizione, sarebbe
ragionevole ipotizzare uno scenario in cui la propulsione elettrica
vada a coprire le esigenze di mobilità di base, affiancata magari
dall'idrogeno, e i motori a combustione continuino a soddisfare usi
più specialistici, per esempio sulle auto sportive."

Come se vivessimo di sport. Forse era meglio dire "auto per la
circolazione fuoristrada oppure dove l'autonomia e' un fattore
critico".

"Ora le aspettative innescate dalla ricerca sui carburanti alternativi,
biologici e sintetici introducono un'ulteriore variabile nel gioco,
che lascia immaginare applicazioni del vecchio motore termico anche
più estese."

I carburanti "biologici" non vanno in alcun modo presi in
considerazione. L'efficienza di conversione dell'intero ciclo
"biologico" (dal Sole al liquido da introdurre nel serbatoio)
e' semplicemente ridicolo, almeno 50 volte meno della
produzione di carburanti sintetici di origine industriale,
ove cioe' l'energia del Sole e' convertita in idrogeno che
poi e' sul posto trasformato in carburante.
Notare che l'idrogeno non va usato come "vettore energetico",
ma solo come elemento intermedio della produzione dei
carburanti sintetici. Chi promuove oggi l'idrogeno, e' uno
che vuole ritardare la fine dell'auto a pistoni.
Anche l'auto a celle di combustible non ha alcun vantaggio
ad usare l'idrogeno carburante, ma e' molto meglio usare
vettori alternativi da cui ricavare l'idrogeno necessario
all'ultimo momento.
La follia piu' grossa e' quella poi di mescolare l'idrogeno
al gas naturale nei metanodotti: aspettiamo il prossimo
futuro (dieci anni ?) disastro industriale per capire il perche',
se ENI insiste su tale vicolo cieco.

“Il problema non è il motore a combustione interna, ma quel che ci bruci”.

Quella e' solo meta' dell'equazione!

Il problema di cio' che "bruci" e' di fatto l'orgine che non si
vuole piu' essere fossile. La nuova "origine" sono le fonti
alternative, le cui preferite in Italia (le "rinnovabili")
richiedono quantita' sproposistate di territorio se paragonate
alle fonti fossili. E quindi al "cio' che ci bruci" va
necessariamente affiancato anche la questione dell'efficienza.
Ma dell'intero ciclo, dal pozzo alle ruote, per fare il caso
dei carburanti fossili. Ed e' solo cancellando dalle
premesse l'efficienza globale di conversione che seguono le
idiozie descritte poi:

“Con i nostri biocarburanti, a base di oli vegetali idrogenati - in
breve, aggiungiamo idrogeno all'olio vegetale ricavato dai rifiuti
per togliere l'ossigeno, che sporca il motore -, la riduzione delle
emissioni di CO2 oscilla tra il 60 e l'80%” spiega Giuseppe Ricci,
direttore Energy Evolution dell'Eni, nonché presidente di
Confindustria Energia."

Ecco, ora abbiamo scoperto l'ultimo trucco da propaganda canaglia
spregevole dei difensori della propria bottega. Lecito, ma non
fino al punto di mentire (anche per omissione) o influire sulla
politica nazionale. Cioe' quello di non parlare mai della
efficienza del ciclo, al pari dei rinnovabilisti che non parlano
mai dell'energia prodotta, ma si riempono la bocca tronfi di
"megawatt" (che a causa dalla bassa resa delle rinnovabili,
sono veramente tanti, da impressionare i bambini o gli adulti
che non hanno studiato a scuola).

E continua il "vaporware" stile Microsoft:

"Siamo un Paese povero di materie prime energetiche e, ahimè,
ricco di rifiuti."

Ma quale e' il potenziale energetico di questi rifiuti, considerando
l'efficienza dell'intero ciclo ? Se ne quardano bene dal calcolarlo.
O forse l'hanno calcolato ma l'ordine e' di nascondere le cifre ?
Cosa sarebbe peggio ? L'incompetenza o la truffa ?

"Se riuscissimo a trasformare quest'ultimi in materia prima,
sarebbe una situazione win-win."

Se sono veramente dei rifiuti, indubbiamente ricavarne qualcosa
e' meglio. Ieri ho visto un contadino bruciare dei pallet.
Niente fumo, legna che bruciava con un bel falo' "trasparente",
ma un certo odore dolciastri faceva sospettare che nei pallet
ci fosse qualche additivo antifungo o conservante ... ma
sorvoliamo. Cio' che ho pensato e' stato: "uno spreco di energia,
4-5 kW·h per ogni chilo di legna bruciata, per niente", perche'
"si e' sempre fatto cosi'" ?

Ma la questione pregnante e': questi "rifiuti" (dai pregiati come i
pallet a quella a bassa resa che si trova nel misto), quanta
parte del consumo energetico pro-capite puo' coprire ? Siamo
a 40'000 kW·h(primari) pro-capite, mica bruscolini (una volta
erano verso i 50'000 kW·h, ma oggi l'Italia sta deperendo).

"Ci sono poi gli studi in corso sui carburanti sintetici, ottenuti
combinando idrogeno (meglio se "verde", cioè prodotto usando
energia rinnovabile) e anidride carbonica catturata dall'ambiente."

Prima di tutto, non e' questione di "se verde", ma l'idrogeno
*deve* essere verde, altrimenti a che gioco giochiamo ?

Altrimenti l'idrogeno, come minimo dovrebbe essere "blu"
(cioe' quello ricavato dal gas naturale), ma e' facile dimostrare,
se solo parliamo di efficienza, che produrre idrogeno dal gas
naturale e' da cretini, perche' e' molto meglio bruciare
direttamente il gas naturale per ottenere energia pregiata:

a) o in una centrale a ciclo combinato per fare funzionare le
auto elettrico in utilizzo urbano
b) o nei motori a combustione dei veicoli a lunga percorrenza

O ma guarda, fa capolino la parola "efficienza" ma solo perche'
chiedono soldi:

"Il problema – perché c'è un lato spinoso in questo quadro – è che
i volumi produttivi dei carburanti alternativi sono ancora bassi e
per alzarli occorrono investimenti più che proporzionali
all'incremento della produzione. Alla fine, quindi, i soldi chi li
mette? Giriamo la domanda a Ricci. Che risponde senza giri di
parole: “I costi inevitabilmente saranno scaricati sull'utente
finale. È per questo che bisogna sviluppare e combinare le
soluzioni più efficienti, per far costare questa trasformazione
il meno possibile”.

Tra l'alto non c'e' maggiore demagogia di scrivere che i costi
saranno scaricati sull'utente finale. E come potrebbe essere
diversamente ? Forse ENI vuole tassare i contribuenti per
permettere ad una casta di pochi fortunati di continuare una
vita automobilistica come in passato ? Ovvio che qualsiasi
attivita' industriale vede i costi scaricati sul consumatore.
E come altrimenti dovrebbe funzionare ?!!! Idioti!

"Oggi vendiamo il nostro Eni Diesel +, che contiene il 15% di
biocarburanti con idrogeno, a dieci centesimi in più del
gasolio tradizionale."

Occorre introdurre una tassa pesante sui biocarburanti, affinche'
passi la voglia di fregare cosi' i consumatori. Qui siamo alla
vera e propria truffa, alla peggiore delle esternalizzazioni.
Potrei dimostrare facilmente come per ogni tonnellata di biocarburante
messo in commercio, lo stesso consumatore si trova a pagare di
piu' la sua spesa alimentare, il suo cibo, ma non ne' ho bisogno.

Mi basta mostrare questi numeri:

* produzione di bioetanolo 9000 litri/ettaro (Brasile)
per l'Italia servirebbero 2'370'000 ettari
da mettere da parte altrove nel mondo

* produzione di benzina sintetica usando fotovoltaico nella
Pianura Padana 50000 litri/ettaro (Padania) per l'Italia
servirebbero 384'000 ettari

Notare come ho considerato il caso peggiore in Italia, sappiamo che
la produzione fotovoltaica in Padania non e' delle migliori.

Se questo non basta per cassare definitivamente ogni anche solo
velata ipotesi di biocarburanti, cosa occorre ancora ?


Ho le mie teorie. La prima, immediata, e' che la voglia di ENI di
aiuti statali e' dovuta dal fatto che in questo modo i politici
possono scegliere la tecnologia. Ora ENI controlla i politici,
i politici controllano la tecnolgia (per esempio hanno tagliato
fuori il solare termodinamico per creare
l'equazione solare = fotovoltaico) e quindi ENI controlla la
futura tecnologia che andra a sostituire il suo prezioso petrolio.

La seconda piu' sottile, e' che con la tecnologia dei carburanti
sintentici l'Italia potrebbe produrre direttamente sul suo
territorio (384'000 ettari sono una parte minore dei circa
2 milioni di ettari inutilizzati censiti in Italia), e questi ad
ENI non piace, perche' l'importazione e' di energia e' di fatto
un settore monopolizzato, e' piu' difficile per piccole realta'
mettersi a fare concorrenza con l'import/export di energia,
anche solo per i costi fissi della gestione di confine.
E poi spostare altrove la produzione di energia permette di
tenere l'Italia per il collo, a piegarla alle esigenze di una
o poche aziende multinazionali.
Roberto Deboni DMIsr
2021-08-17 13:24:48 UTC
Permalink
On 17/08/2021 14:28, Roberto Deboni DMIsr wrote:

8>< ----
* produzione di bioetanolo  9000 litri/ettaro (Brasile)
                            per l'Italia servirebbero 2'370'000 ettari
                            da mettere da parte altrove nel mondo
I numeri di qualsiasi altri biocarburante sono dello stesso
ordine di grandezza, non ci si scappa.
* produzione di benzina sintetica usando fotovoltaico nella
  Pianura Padana 50000 litri/ettaro (Padania) per l'Italia
  servirebbero 384'000 ettari
Notare come ho considerato il caso peggiore in Italia, sappiamo che
la produzione fotovoltaica in Padania non e' delle migliori.
Se questo non basta per cassare definitivamente ogni anche solo
velata ipotesi di biocarburanti, cosa occorre ancora ?
Ho le mie teorie. La prima, immediata, e' che la voglia di ENI di
aiuti statali e' dovuta dal fatto che in questo modo i politici
possono scegliere la tecnologia. Ora ENI controlla i politici,
i politici controllano la tecnolgia (per esempio hanno tagliato
fuori il solare termodinamico per creare
l'equazione solare = fotovoltaico) e quindi ENI controlla la
futura tecnologia che andra a sostituire il suo prezioso petrolio.
La seconda piu' sottile, e' che con la tecnologia dei carburanti
sintentici l'Italia potrebbe produrre direttamente sul suo
territorio (384'000 ettari sono una parte minore dei circa
2 milioni di ettari inutilizzati censiti in Italia), e questi ad
ENI non piace, perche' l'importazione e' di energia e' di fatto
un settore monopolizzato, e' piu' difficile per piccole realta'
mettersi a fare concorrenza con l'import/export di energia,
anche solo per i costi fissi della gestione di confine.
E poi spostare altrove la produzione di energia permette di
tenere l'Italia per il collo, a piegarla alle esigenze di una
o poche aziende multinazionali.
Mi stava per scappare la perla del "esperto" ENI:

“L'idrogeno è la molecola con la più alta densità d'energia:
con un chilo ci fai 100 km, un serbatoio da sette può dare
autonomie da diesel”, chiosa Ricci."

Voglio vedere le dimensioni e il peso del serbatoio per l'idrogeno.
Perche' mentre l'imbonitore di ENI blatera di "densita' energetica",
sarebbe il caso per i telelettori di ripassarsi la proprieta'
densita' dell'idrogeno, 0,09 grammi/litro. Quindi i 7 kg agognati
di idrogeno occuperebbero un volume di 7'000/0,09 = 77'778 litri,
come dire 78 m3. Alla faccia della piu' alta densita' di energia!!!

Naturalmente si puo' comprimere, liquefare, ma tutto questo e'
un trucco per mascherare la reale, ridicola, densita' energetica
dell'idrogeno, ed ha un costo, sia in termini economici, sia
energetici, sia di peso (e quindi abbassa anche la reale
pratica densita' energetica utile).

"E per il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani,
proprio l'idrogeno è la tecnologia chiave su cui basare il piano
energetico italiano."

Se e' inteso come "vettore" siamo fritti, sara' un vicolo cieco in
cui saranno buttati ancora una enorme quantita' di risorse, come
fatto sprecando 200 miliardi di euro dai consumatori italiani a
favore del fotovoltaico quando aspettando/rallentando di solo 5 anni
si poteva avere ad un decimo di quella cifra.

Ed ovviamente chi ci guadagna da questo uso spaventosamente
inefficiente delle risorse della nazione sara' l'intera lobby
che vive e prospera sui combustibili fossili, ENI in testa.


E non dimentichiamo che ci sono grossi rischi legati ad un uso
in grande scala dell'idrogeno. E non mi riferisco al noto rischio
di esplosioni (basta una minore concentrazione di quella che
rende pericoloso il gas naturale).

Deve essere chiaro che ogni utilizzo in grande scala
dell'idrogeno al di fuori dell'industria, ma bensi' in una
moltitudine di unita', causera' sicuramente dispersioni di
idrogeno nell'atmosfera. Sia chiaro, in natura esiste gia'
idrogeno libero, ma quello di origine umana andrebbe ad aggiungersi
in quantita' industriali, come gia' fatto con la CO2, in cui
l'uomo ha sbilanciato i delicati equilibri dei cicli naturali.
E poi ci sono gli incidenti, rotture di condotte e serbatoi
(cosa facile visto che l'idrogeno rende i metalli fragili).

Per esempio, nell'atmosfera, ozono e acqua vengono fatti
reagire dalla radiazione solare per produrre radicali idrossili
(-OH). Questo e' un potente ossidante che rimuove altri
composti chimici che incontra nella atmosfera.
Uno di questo composti rimossi dai radicali idrossili e' il
metano, che e', come ormai tutti sapete, un potente gas serra.
Ma l'idrogeno reagisce con i radicali idrossili (producendo
acqua) e cosi' riduce la sua concentrazione nell'atmosfera.

Ora, uno degli argomenti a difesa del metano, e' che, anche
se e' un gas serra 72 volte piu' potente della CO2, se non
altro ha una vita minore e quindi l'effetto lungo una decade
(per la precisione 12 anni) e' "solo" di 28 volte la CO2.

Fonte: tabella 2.14 (pagina 212 ?)

<https://www.ipcc.ch/site/assets/uploads/sites/2/2019/06/SR15_AnnexI_Glossary.pdf>

posto a 1 il potenziale riscaldante della CO2 su 20-anni,
100-anni e 500-anni, il metano e' indicato come un valore 72
sul periodo di 20 anni, per calare a 25 anni se il periodo
e' estero a 100 anni.

L'introduzione di abbastanza idrogeno nella atmosfera
andrebbe ad allungare la vita del metano nell'atmosfera,
quindi a vedere il fattore 72 anche per 100-anni.

Gia' negli ultimi 30 anni, l'idrogeno ha mostrato un
incremento nella atomosfera, passando a 535 ppb (parti
per miliardo) a 560 ppb. Ma se l'idrogeno venisse usato
come sognato dai proponenti della economia dell'idrogeno,
queste concentrazioni salirebbero alle stelle. E
proporzionalmente aumenterebbe la vita "clima-alterante"
del metano.

Quindi, anche se l'idrogeno non e' direttamente una sostanza
clima-alterante, ha pero' un effetto finale clima alterante
perche' aiuta il metano ad una maggiore durata nell'atomsfera.

Notare che in passato era state fatte ricerche per stimare
quanto idrogeno sarebbe finito nell'atomsfera a causa del
suo crescente utilizzo. Ebbene, i risultati si sono rivelati
tra un 25% e un 40% inferiori della realta'.
Un censimento del 2017 ha mostrato che i rilasci di metano
nell'atmosfera sono aumentati del 10% tra il 2000 e il 2006.

Le "fughe" ipotizzate per l'idrogeno sono simili a quelle
del metano: difetti nelle tubazioni, rilasci durante i
trasferimenti, guasti nella distribuzione industriale,
commerciale, e se usata anche a livello individuale,
domestica.

Molto meglio tenere l'idrogeno prodotto il piu' breve tempo
possibile, per trasformarlo subito in ammoniaca o metano, e
in un edificio chiuso con ricombinatori, che "intercettano"
ogni fuga di idrogeno per neutralizzarlo subito in un composto
innocuo.

Altrimenti, seriamente, il futuro della Terra potrebbe
assomigliare sempre di piu' a quello che oggi e' quel
forno crematorio di Venere (il pianeta).
AC
2021-08-17 12:46:12 UTC
Permalink
Post by Drizzt do'Urden
<https://www.quattroruote.it/news/tecnologia/2021/08/10/carburanti_alternativi_il_punto_su_biocombustibili_carburanti_sintetici_idrogeno_e_futuro_motore_termico.html?Idtrack=8943B05ACD84D39B878257DE846BFDB9&wtk14>
L'articolo contiene spunti interessanti, per esempio là dove si dice
“Il problema non è il motore a combustione interna, ma quel che ci
bruci”
e anche
" se non ci fosse l'accisa, che oggi pesa per circa i due terzi sul
prezzo alla pompa e costituisce una distorsione del mercato”.
Però non fa piacere apprendere che
“Con i nostri biocarburanti, a base di oli vegetali idrogenati - in
breve, aggiungiamo idrogeno all'olio vegetale ricavato dai rifiuti per
togliere l'ossigeno, che sporca il motore -, la riduzione delle
emissioni di CO2 oscilla tra il 60 e l'80%”
e ancor meno che una simile dichiarazione venga attribita ad un
tecnico.
--
Augusto
Soviet_Mario
2021-08-17 14:05:18 UTC
Permalink
Post by Drizzt do'Urden
<https://www.quattroruote.it/news/tecnologia/2021/08/10/carburanti_alternativi_il_punto_su_biocombustibili_carburanti_sintetici_idrogeno_e_futuro_motore_termico.html?Idtrack=8943B05ACD84D39B878257DE846BFDB9&wtk14>
prima o dopo reinventeremo l'acqua calda (quello che fanno
le piante da sempre) : stoccare idrogeno in altri vettori
per incrementarne la densità energetica.
Tutte le molecole organiche (eccetto il metano che è lo
stadio terminale) possono "assorbire" ulteriore idrogeno in
condizioni progressivamente più severe di P e T,
"latenziandolo".
Siccome in generale diminuiscono i punti di ebollizione,
serve solo dosare il processo per non spingersi sino ad
etano e metano, ma fermarsi a 4-5 atomi di carbonio al
minimo, per restare nella fascia dei liquidi comodi da stoccare.

Oppure, anche meglio, volendo spingersi sino alle unità
C1-C2, si può arrestare l'idrogenazione a livello di
alcooli, che tra l'altro ecologicamente in caso di sverso
sono molto più benigni degli idrocarburi.

metanolo ed etanolo sembrano i candidati ideali.
Non per forza un'unico processo di liquefazione o
gassificazione porta a buone rese di questi, così come pure
non per forza un'unica sintesi dal basso monostadio, a
partire dalla CO2, massimizza le rese.
Ci vuole un po' di giri e rigiri, ma nulla di ché in realtà.
Lo knowhow c'è già e da molto.
Manca l'idrogeno a prezzo "politico"
--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)
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